
L’11 marzo ho perso mio padre. Mi ero immaginata tante volte il momento in cui qualcuno mi avrebbe chiamata per dirmi che stava morendo o che se ne era andato e ogni volta che lo immaginavo, era bruttissimo. Non volevo rimanere con dei pensieri che mi avrebbero tormentato e non volevo avere rimorsi o sensi di colpa. Anche se pensavo di aver accettato e fatto pace con la mia situazione familiare, a volte bastava un piccolo evento che mi poteva far pensare a mio padre e si riapriva una grossa ferita. Non entrerò nei dettagli, non è il luogo e il momento adatto. Un giorno forse racconterò della sua morte, di come sia avvenuta e perché ha davvero del incredibile. Questa volta è stata fatta pace in ogni senso, come non avevo mai immaginato, questa è la cosa più importante. Un evento carico di situazioni ed emozioni inaspettate.
Perché scrivo? Perché stavo riflettendo sul fatto che ci sono persone, me compresa, che come forma di protezione, per riuscire a distaccarsi, ne parlano poco delle esperienze dolorose a loro accadute. Questo però non significa che le emozioni ad esse associate non continuano ad esistere oppure siano di bassa intensità. Anzi, penso che si manifestino sotto altre forme. Chi sta accanto alle persone che stanno attraversando un lutto o un altro tipo di evento traumatico, penso che non debba mai sottovalutare l’accaduto e nemmeno paragonare il dolore al dolore di un’altra persona, anche se chi lo sta subendo sembra reagire molto bene.
Non si dovrebbero mai soffocare o combattere le emozioni, i pensieri e le sensazioni negative. Farlo potrebbe portarci allo sviluppo di diversi problemi di salute. Va bene non parlare dell’accaduto se sentiamo che parlando si allungano i tempi di guarigione, però bisognerebbe prenderne atto di ogni sentimento, accettando la nostra esperienza.
Attraverso la consapevolezza, osservando attentamente i pensieri che arrivano, ci si rende conto che essi hanno un inizio ma anche una fine. Nulla di ciò che viviamo e permanente. Invece di alimentare senza rendersene conto una serie di pensieri ossessivi che ci portano a sentirci distaccati, sarebbe sufficiente essere consapevoli, non permettendo alle ipotetiche possibilità negative di dominare la nostra mente, intrappolandoci o spaventandoci. La consapevolezza è la via per uscire dal mondo interiore per tornare alla luce delle cose belle che ci vengono offerte dal presente.
Spesso ciò che genera i pensieri dolorosi e le preoccupazioni sono le esperienze passate negative. Per uscirne fuori si dovrebbe imparare dalle esperienze del passato, utilizzarle in maniera utile, migliorando. L’ansia e le preoccupazioni invece sono generate dal bisogno di certezze, di risposte sicure e immediate e che non si potranno mai avere. Da cui l’importanza dell’accettazione e della pazienza.
Nei momenti nei quali viviamo vere tempeste emotive, bisogna prenderci cura di noi ancora di più, trattandoci con gentilezza e amore, esattamente come faremo con una persona a noi cara sofferente.
Vi abbraccio.
Mi dispiace tantissimo per la tua perdita, non oso immaginare come ti senta. Un abbraccio Giorgiana
Valeria
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Ciao Valeria, ti ringrazio tanto, di cuore! Come scritto sono già passati tre mesi, ho avuto il tempo di elaborare il lutto, è tutto ok. 🤗
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❤ piccola cara mi dispiace…ci sono passato è radice che si frantuma….portalo in te con orgoglio ❤
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Ti ringrazio Franz (per me ormai sei Franz 😀)! È stata una bella storia, con sfumature dolorose, ma radice, sì. 🤗
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Si 💕🌹
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Anche se è passato qualche mese le mie condoglianze e un abbraccio
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Ciao, ti ringrazio e contraccambio l’abbraccio. 😊
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Sono d’accordo: in certi momenti dobbiamo prenderci cura di noi stessi anche più di quanto faremmo con le persone a noi care.
Un abbraccio
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Già… 🤗
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Grazie ❤
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A te! ❤️
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Sono davvero addolorata per la tua perdita, cara Giorgiana 💞
Abbi cura di te
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Ciao carissima, ti ringrazio di cuore, é tutto ok ora. ❤️
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Sono sollevata nel sentirlo.
Un abbraccio 🤗
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🙏🌹❤️
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Un autore diceva che il grande dolore è muto, sottoscrivo.
Un abbraccio Giorgiana 🌹
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❤️
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Un abbraccio forte forte…come forse hai letto, ho passato anche io la medesima situazione e non è facile scriverne, anche se a me ha aiutato
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Ho letto adesso, non entravo sul blog da un bel po’ di tempo. Ti ringrazio tanto e contraccambio l’abbraccio, mi dispiace per la tua perdita… dispiace sempre.
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Un abbraccio anche da me, non si è mai pronti
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E’ una vita che non entro nei blog, scusami. pensa solo al tempo bello e ai momenti unici che hai passato con il tuo papà, sono tesori che devi chiudere nel tuo cuore.
Te lo dico dopo aver perso il mio quando ero bimba e sapessi come sono preziosi quei pochissimi ricordi che ho di lui!
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Ciao Giovanna! Scusami… come vedi è veramente raro che entro anch’io sul blog. Mi dico sempre di tornare, poi tra una cosa ed un’altra non lo faccio. 😊 Utilizzo molto altri social ormai… oggi però ho deciso di pubblicare qualcosa anche qui, giusto per riprendere la mano. Ti abbraccio forte! 🤗
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