Matrimonio – consigli per lui e per lei

Date le gravi conseguenze del diverso modo dei due sessi di affrontare i sentimenti fonte di turbamento nelle loro relazioni, che cosa possono fare le coppie per proteggere l’amore e l’affetto che sentono reciprocamente – in breve, che cosa protegge un matrimonio? Osservando l’interazione di partner i cui matrimoni hanno prosperato per anni, i ricercatori danno consigli specifici agli uomini e alle donne, e qualche ammonimento generale a entrambi.

Gli uomini e le donne, in generale, hanno bisogno di una differente sintonizzazione emozionale. Agli uomini si consiglia di non evitare il conflitto, ma di comprendere che quando la moglie solleva una rimostranza o evidenzia un punto di disaccordo, potrebbe farlo come atto d’amore, cercando di mantenere la relazione sana e vitale (anche se possono esserci benissimo altri motivi dietro all’ostilità di una mo-glie). Quando i rancori covano sotto la cenere, si accrescono di inten-sià finché non esplodono; quando vengono elaborati e lasciati liberi, la pressione trova invece uno sfogo. Ma gli uomini devono comprendere che la collera o il disprezzo non sono sinonimi di un attacco personale – le emozioni delle loro mogli hanno semplicemente la funzione di evidenziare l’intensità dei loro sentimenti sull’argomento.

Gi uomini devono anche guardarsi dal tagliar corto durante la discussione offrendo troppo presto una soluzione pratica – solitamente, per la moglie, è più importante sentire che il marito ascolta le sue lamentele ed empatizza con i suoi sentimenti (anche se non deve necessariamente essere d’accordo con lei). La donna può interpretare l’offerta di una soluzione come un modo per liquidare rapida-ente i suoi sentimenti tacciandoli di incoerenza. I mariti che invece di liquidare le loro proteste come insignificanti, riescono a sopportare gli scoppi di collera delle mogli, le aiutano a sentirsi ascoltate e rispettate. Soprattutto, le mogli vogliono vedere riconosciuti e rispettati i propri sentimenti, anche se il marito non è d’accordo con loro. Molto spesso, quando una moglie si rende conto che il suo punto di vista viene ascoltato e che il marito prende nota dei suoi sentimenti, si calma. 

Per  quanto riguarda le donne, il consiglio è assolutamente parallelo. Per gli uomini l’esagerata intensità con la quale le donne alle proprie proteste rappresenta un problema fondamentale; le donne quindi, dovrebbero fare uno sforzo mirato per stare attente a attaccare i propri mariti – a protestare per quello che hanno fatto, senza criticarli come persone o esprimere disprezzo verso di loro. Le proteste non sono attacchi alla personalità, ma piuttosto la dichiarazione che una particolare azione ci ha causato sofferenza. Quasi sicuramente, un collerico attacco personale porterà il marito a mettersi sulla difensiva o a ricorrere all’ostruzionismo, il che sarà quanto mai frustrante per la donna, e non farà che esacerbare lo scontro. E anche utile che le proteste della donna siano collocate in un conteso più ampio, nel quale lei rassicuri il marito del suo amore.

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LO SCONTRO POSITIVO

Una strategia generale per far funzionare un matrimonio è quella di non concentrarsi su problemi specifici sui quali le coppie solitamente entrano in conflitto – l’educazione dei figli, il sesso, il denaro e i lavori di casa – ma piuttosto di coltivare un’intelligenza emotiva di coppia, aumentando cosi le probabilità di risolvere i problemi. Alcune competenze emozionali – soprattutto la capacità di calmarsi (e di calmare il partner), l’empatia e la capacità di ascoltare l’altro – possono aumentare le probabilità che una coppia riesca ad appianare efficacemente i propri screzi. Questo rende possibili quelle sane litigate – «gli scontri positivi» – che consentono al matrimonio di prosperare e contribuiscono al superamento delle negatività che, se lasciate crescere, possono distruggere l’unione.

Naturalmente, nessuna di queste tendenze emozionali può cambiare nel giro d’una notte; come minimo, bisogna perseverare ed essere vigilanti. I partner riusciranno a compiere i necessari cambiamenti nella misura in cui saranno veramente motivati a provare. Se non la maggior parte, sicuramente molte delle risposte emozionali che vengono tanto facilmente innescate nel matrimonio sono state scolpite nell’individuo fin dall’infanzia: dapprima apprese nelle relazioni più intime o modellizzate dai genitori, esse vengono poi portate in dote nel matrimonio ormai già pienamente formate. E cosi, per quanto possiamo aver giurato che non avremmo mai agito come i nostri genitori, ci troviamo predisposti a determinate tendenze emozionali, ad esempio siamo pronti a reagire in modo esagerato a supposte mancanze di rispetto o a chiudere la saracinesca al primo segno di un confronto.

CALMARSI

Ogni forte emozione deriva da un impulso ad agire; controllare quegli impulsi è fondamentale ai fini dell’intelligenza emotiva. Questo, tuttavia, può rivelarsi particolarmente difficile nelle relazioni amorose, nelle quali la posta in gioco è tanto alta. In questo caso, le reazioni innescate toccano corde sensibilissime – il nostro profondo bisogno di essere amati e di sentirci rispettati, la paura dell’abbandono o di essere emozionalmente deprivati. Non c’è dunque da meravigliarsi se nelle liti coniugali ci comportiamo come se fosse in gioco la nostra stessa sopravvivenza.

Anche così, se il marito o la moglie sono nel bel mezzo di un «sequestro» emozionale, nulla può risolversi positivamente. Per i due partner, una fondamentale competenza coniugale è quella di imparare a tenere a freno i propri sentimenti negativi. Essenzialmente, ciò significa avere la capacità di riprendersi rapidamente dall’ondata di piena causata dal «sequestro». Poiché durante questi picchi emozionali la capacità di ascoltare, pensare e parlare con lucidità va perduta, quello di calmarsi è un passo fondamentale, senza il quale non può esserci ulteriore progresso nella risoluzione della disputa.

Durante scontri molto accesi, alcuni partner potrebbero imparare a monitorare la propria frequenza cardiaca circa ogni cinque minuti, sentendo le pulsazioni sulla carotide, qualche centimetro sotto il lobo dell’orecchio (chi fa ginnastica aerobica impara a farlo facilmente). Contate le pulsazioni per quindici secondi e poi moltiplicate per quattro: avrete il numero di pulsazioni per minuto. Se lo fate quando siete calmi, otterrete un valore basale a riposo; se le vostre pulsazioni aumentano, diciamo, di dieci battiti al minuto al di sopra di quel valore, questo segnala l’inizio della «piena» emozionale. Nel caso di una reazione fisiologica così pronunciata, la coppia necessita di un intervallo di circa venti minuti, nel quale i due partner dovranno separarsi per calmarsi prima di riprendere la discussione. Sebbene possa sembrare sufficiente un intervallo di cinque minuti, il vero tempo di recupero fisiologico è più graduale. Come abbiamo visto nel capitolo 5, la collera residua innesca altra collera; un intervallo più lungo dà all’organismo più tempo per riprendersi dalla precedente attivazione fisiologica.

Per i partner che, comprensibilmente, trovano strano monitorare la frequenza cardiaca durante una lite, è più semplice accordarsi in anticipo, dando la possibilità a entrambi di chiedere una sospensione della discussione ai primi segni di «inondazione» emozionale in uno dei due. Durante questo intervallo, è possibile ritrovare la calma e riprendersi dal «sequestro» emozionale aiutandosi con una tecnica di rilassamento o un esercizio aerobico (o con uno qualunque dei metodi che abbiamo visto nel capitolo 5).

Tratto dal Capitolo 9 di Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman. Libro che consiglio fortemente.

Un abbraccio! 🤗

6 pensieri su “Matrimonio – consigli per lui e per lei

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