Sogni e inconscio: l’invito a esplorare la nostra liberazione interiore


Ci sono sogni che ci colpiscono in profondità, lasciandoci al risveglio con una sensazione di inquietudine e una domanda persistente: cosa significano veramente? Questa notte ho vissuto uno di quei sogni, uno che ancora mi scuote mentre cerco di metterlo per iscritto. Era pazzesco, incredibilmente reale. Mi trovavo di nuovo nella casa dei miei nonni, un luogo familiare e carico di significati che affondano le radici nella mia infanzia.

La scena si svolgeva in una delle camere da letto, la prima sulla sinistra del corridoio . Era una situazione apparentemente normale: c’era una neonata che dormiva tranquilla, insieme a un’altra presenza non identificata. All’inizio tutto sembrava sereno, ma col passare del tempo ho notato che la bambina aveva aperto gli occhi. Volevo andare a prenderla, ma una sensazione di terrore ha iniziato a crescere in me. Quella presenza non era più innocua, si stava trasformava in qualcosa di molto più oscuro, un’entità che ispirava paura, come se stesse cercando di nascondere e intrappolare la bambina.

Ho cercato di avvertire gli altri, di spiegare cosa stava accadendo, ma ero bloccata dalla paura. Mi trovavo nella stanza di fronte, con entrambe le porte spalancate, inchiodata alla finestra, incapace di muovermi, con gli occhi fissi sull’altra stanza, temendo che il demone da un momento all’altro potesse uscire e nutrirsi di noi, della nostra energia vitale. La bambina, che forse rappresentava una parte vulnerabile di me stessa, era sveglia e intrappolata da questa entità. La paura si era impossessata di me, una paura che conoscevo fin troppo bene, quella che avevo provato da bambina in quella stessa casa, in quelle stesse stanze.

Mi sono svegliata quasi paralizzata, con il cuore che batteva all’impazzata e la sensazione di essere ancora imprigionata in quel sogno. Incapace di muovermi, ho preso il cellulare e, tremando, ho iniziato ad annotare l’incubo nelle Note per non dimenticarlo. Erano le 4 del mattino e la paura era ancora così intensa che mi ci è voluta più di mezz’ora per riprendermi completamente. Ho iniziato a riflettere: chi era quella bambina? Chi era quella presenza? E, soprattutto, cosa significava tutto questo?

Forse la neonata ero io. Forse quell’entità rappresentava tutte le esperienze negative, i traumi, le paure che mi hanno segnata nel corso della vita. Una manifestazione del passato che ancora mi trattiene, che mi impedisce di andare avanti, di liberarmi completamente. Questo sogno potrebbe essere il mio inconscio che cerca di parlarmi, di mostrarmi che è tempo di purificare quegli spazi interiori, di perdonare me stessa per ciò che è stato e lasciare andare il passato.

“Tutto ciò che è rimosso è inconscio, ma non possiamo sostenere che tutto ciò che è inconscio sia rimosso.” Freud

Credo che Freud, Jung e altri ancora, avevano ragione. Il nostro inconscio tenta costantemente di comunicare con noi, di guidarci verso una maggiore consapevolezza di noi stessi. Nel sogno, io ero sia la bambina che si risveglia sia il mostro che cerca di bloccare la sua liberazione. Questo mostro, forse, non è altro che l’incarnazione delle energie negative accumulate nel tempo, una somma di tutte le ferite e le paure che ancora mi trattengono.

Questo sogno mi ha portata a riflettere profondamente sul nostro modo di agire. Non succede così anche nella vita reale? Quante volte permettiamo ai nostri demoni interiori, alle nostre paure più profonde, di controllare le nostre vite? Quante volte ci facciamo del male da soli, attraverso pensieri che non sono altro che illusioni, proiezioni della nostra mente? Pensieri che ci intrappolano e che, a volte, ci impediscono di vivere pienamente?

Il potere del sogno non sta solo nel suo messaggio, ma nell’opportunità che ci offre di crescere e cambiare. Siamo noi stessi a creare le nostre prigioni mentali, gli artefici del nostro destino, ma anche i costruttori delle prigioni interiori, basandoci su “verità” che in realtà non sono altro che inganni della nostra mente. Ma come possiamo liberarci da queste catene?

Un modo per iniziare è quello di affrontare le nostre paure direttamente, riconoscendole per quello che sono: parti di noi che necessitano di guarigione. Possiamo farlo attraverso la meditazione, la riflessione, o anche il dialogo con persone di fiducia o professionisti.

Il messaggio che porto con me è uno di speranza e trasformazione: le nostre paure non devono definirci, ma possono diventare il catalizzatore per la nostra liberazione. Possiamo liberare noi stessi dalle catene che ci siamo creati. È anche un invito a esplorare il nostro inconscio, a confrontarci con le nostre paure e a trovare il coraggio di purificare quegli spazi interiori che ci tengono legati al passato. Solo così potremo risvegliarci davvero, come quella bambina nel sogno, e vivere una vita libera e autentica.

Siamo noi stessi i guardiani della nostra liberazione. Sta a noi scegliere se restare prigionieri delle nostre paure o affrontarle per liberarci e abbracciare pienamente la nostra vita.

“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.” Jung

Buona ricerca a tutti! Date retta al vostro istinto!

Vi abbraccio!

4 pensieri su “Sogni e inconscio: l’invito a esplorare la nostra liberazione interiore

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