Quando la rabbia diventa responsabilità

Ieri ero arrabbiata. Stavo male fisicamente e questo ha influito anche sul mio stato mentale. Mi sentivo attraversata da una forte rabbia. La rabbia di chi sa quanto sia difficile uscire da una situazione finanziaria complicata quando non hai nessuno alle spalle che ti sostiene. Quando tutto quello che hai devi costruirlo da zero, anzi, da sotto zero. Mi sono interrogata nuovamente su come può fare una persona senza soldi a risparmiare per iniziare a costruirsi una base futura? Se non hai nulla da parte, se non c’è nessuno che crede in te e ti dà una mano, come puoi fare? Ormai è vero, i soldi attirano soldi… me lo sono detta anche ieri.

Ho anche pensato a quante persone vivono così: anni interi in cui si lavora non per vivere, ma per sopravvivere. E mi sono sentita stanca. Sono stanca.

Poi stamattina, seduta al sole sul terrazzo, sentendomi anche meglio fisicamente, ho sentito che quella rabbia si é sciolta. È la rabbia buona, quella che ti fa vedere con lucidità le ingiustizie e la fatica e ti spinge a migliorare, a darti da fare. Quella rabbia che una volta sparita lascia posto alla chiarezza.

Ho capito ancora una volta che non serve puntare il dito. Nessuno è responsabile della mia situazione finanziaria. Nessuno, tranne me. Non è colpa di chi chiede un compenso per insegnare: anzi, è giusto così, perché dietro c’è il lavoro, l’esperienza, gli anni di studio.

Io, da parte mia, ho due possibilità:

se ho i soldi, posso investire e accelerare; se non li ho, mi assumo la responsabilità e parto lo stesso, un passo alla volta, facendo il bilancio delle spese, tagliando il superfluo, risparmiando anche solo piccole cifre. E, cosa importante, eliminado tanti pensieri limitanti.

Intanto continuo a imparare. Questo l’ho sempre fatto. Negli ultimi anni i miei risparmi più grandi sono andati in corsi e formazioni. Non sono mai stati soldi buttati, sono pezzi di puzzle che aggiungo uno accanto all’altro, con la certezza che un giorno completeranno un bel quadro, qualcosa di solido.

La verità è questa: arrabbiarsi serve solo se quella rabbia la trasformi in energia, forza. Altrimenti resta solo amarezza.

Per questo, bisogna sempre assumersi la responsabilità di ogni cosa. E lo voglio ricordare anche a voi, perché lo reputo davvero importante. Non aspettate che qualcuno vi salvi. Non rimanete fermi a piangervi addosso. Iniziate, con quello che avete, dal punto in cui siete. I cambiamenti grandi richiedono anni, sì, ma gli anni passano comunque.

E allora meglio farli passare costruendo, con la consapevolezza che state lavorando per il vostro benessere futuro. Non rimanete fermi.

Mi sono ricordata anche un’altra cosa importante: non bisognerebbe mai prendere decisioni quando si sta male fisicamente, o quando le emozioni sono troppo forti – che sia troppa felicità o troppa tristezza.

Vi abbraccio! Forza e coraggio a tutti!

3 pensieri su “Quando la rabbia diventa responsabilità

Scrivi una risposta a Giorgiana Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.